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“LA BÙSSOLA DLA SAL “- LA BUSSOLA DEL SALE

LE NEWS

DI

TREKKING BIELLESE

20 febbraio 2018

Il porta sale di un tempo era una scatola di legno con coperchio e un lato foggiato a manico.

Rimaneva solitamente sul ripiano del fornello, contenente il Sale in Zolle da cucina oppure a grossi cristalli, il Sale Grosso del Monopolio, venduto sfuso dalla Privativa dei sali e tabacchi, a peso, dentro un foglio di carta paglia, che se rimaneva lì, si inumidiva tutto.

Il Monopolio lo inventarono i Romani che il Sale lo ricavavano dalle acque marine fatte evaporare oppure dall’estrazione mineraria di salgemma, curiosamente poco diffuso nel nostro paese pur essendo presente in Romagna, Toscana, Calabria e Sicilia. La via Salaria è una testimonianza del monopolio romano e dello sfruttamento che si è fatto in tutti i tempi di tale necessità alimentare.

“La sal cundìa” (Il sale condito) invece si preparava pestandolo in un mortaio, a lungo, insieme con una miscela di erbe essiccate (rosmarino, salvia, basilico, ginepro, lauro, timo, aneto, comino) e aglio. Si utilizzava per cucinare il pesce e gli arrosti.

Sulla tavola il sale lo trovavi anche sottoforma di Pane Salato, molto salato. Mangiandolo si evitava l’usanza di leccare il sale nella convinzione che giovasse alla salute e prevenisse malattie.

Qualcosa di vero in questa credenza, in ogni caso, c’è: la carenza di Cloruro di sodio, il sale appunto, marino o salgemma che sia, ci conduce a squilibri ben noti come ad esempio quello della Pellagra!